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CEMENTE SERVENTI -fine anni ‘10 fino a fine anni ‘20

Clemente Serventi fu uno dei grandi pionieri del tennis oltre che tra i fondatori del Tennis Club Parioli. Era l’amico del cuore di Giorgio De Stefani, che prelevava tutti i giorni all’albergo “Eden” per correre in motocicletta al Parioli. 

Serventi era uno sportivo di razza, abile in qualsiasi specialità (il suo curriculum di canottiere era, ad esempio, tra i più brillanti). Possedeva tutti i colpi, senza che nessuno facesse spicco in modo particolare sugli altri. La sua arma principale era la regolarità, unita ad un carattere tenace, costante, irriducibile. Una “grinta di ferro”, che gli consentì a quarant’anni suonati, di bissare il titolo di Campione d’Italia, contro avversari più giovani e contro ogni previsione.

Dal libro dei 100 anni del Tennis Club Parioli

GIORGIO DE STEFANI - dagli anni ‘20 agli anni ‘40

Giorgio De Stefani fu presentato come Socio da Riccardo Sabbadini che, vedendolo giocare, gli disse “tu hai la stoffa”. 

De Stefani iniziò a frequentare il “vecchio Parioli” facendo a gomitate per cambiarsi nel minuscolo spogliatoio e aspettando il proprio turno per l’unica doccia versando al custode una lira per la fascina di legno necessaria a riscaldare la caldaia.

Giocatore autodidatta, di natura mancino, divenne il primo giocatore ad usare due colpi di diritto, passando la racchetta da una mano all’altra evitando così il rovescio.

Possedeva nel gioco notevole resistenza e forte determinazione, ma fu micidiale nel passante, un’arma di grande precisione che risultava, grazie al suo gioco ambidestro, sempre sorprendente per chi si azzardava ad attaccarlo.

Dal libro dei 100 anni del Tennis Club Parioli

 

ADRIANO PANATTA - dal 1960 al 1983

Se Pietrangeli, come De Stefani e Palmieri è legato al Parioli da rapporti molto intimi, Adriano Panatta ne è addirittura il figlio. È infatti nato nella sede stessa del Circolo in Viale Tiziano e ha fatto sempre parte, sino al momento del suo decollo come campione, della nostra più familiare consorteria. Nel frattempo il Circolo venne costretto a lasciare i suoi luoghi d’origine in seguito ai lavori d’ampliamento dello Stadio Flaminio e di costruzione del Villaggio Olimpico. 

Considerato il miglior giocatore italiano dell’era Open e uno dei più grandi di sempre., Nel suo palmarès figurano 10 tornei del circuito maggiore in singolare (record per il tennis italiano) su 26 finali disputate, oltre a 18 titoli su 28 finali in doppio.

Il 1976 fu il suo anno magico, trionfò in singolare agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros, unico tennista italiano della storia ad aver centrato l’accoppiata nella stessa stagione e il solo nell’era Open ad aver conquistato una prova del Grande Slam. Nello stesso anno contribuì inoltre all’unica, storica, vittoria della Coppa Davis da parte della nazionale italiana. Con il 4º posto raggiunto nell’agosto del 1976, vanta la miglior classifica ATP mai raggiunta da un tennista italiano dall’introduzione del sistema di calcolo computerizzato, mentre il 7º posto del dicembre 1976, è la migliore posizione con cui un tennista “azzurro” abbia chiuso una stagione agonistica.

Unico giocatore al mondo in grado di sconfiggere Björn Borg agli Internazionali di Francia, è il solo tennista del proprio paese ad aver vinto un torneo ATP sconfiggendo in finale il nº 1 del ranking, nonché ad aver battuto in due occasioni il miglior giocatore del mondo.

Oltre alla vittoria del trofeo del 1976, con la nazionale italiana raggiunse in altre tre occasioni la finale di Coppa Davis. Vinse per sei anni consecutivi il titolo ai Campionati italiani assoluti, dal 1970 al 1975. Nel 1980, insieme a Paolo Bertolucci, si aggiudicò la prova di doppio a Montecarlo, unico titolo conquistato nell’era Open da una coppia italiana nel torneo del Principato. In era Open, è il tennista che ha salvato il maggior numero di match point (11) in un incontro vinto.

Roberta Vinci - dalla fine degli anni ‘90 al 2013

Classe 1983, Roberta Vinci rappresenta una delle pagine più importanti del tennis italiano. 

Rimarrà negli annali la sua finale degli US Open del 2015, vinta da Flavia Pennetta, raggiunta grazie alla vittoria nella sfida impossibile contro Serena Williams per 2-6 6-4 6-4.

Ma è nel doppio che Roberta ha raggiunto i livelli più alti. Diventata n.1 del ranking mondiale, in coppia con Sara Errani ha conquistato il Career Grand Slam grazie al titolo vinto sull’erba di Wimbledon nel 2014

Allenata dal 2003 al 2007 da Bobo Meneschincheri, ha vestito i colori biancoverdi per moltissimi anni.

GUSTAVO V DI SVEZIA

La storia del nostro Circolo è stata attraversata da innumerevoli personaggi che meritano stima e rispetto, il più illustre dei quali è stato certamente Gustavo V di Svezia. Magrissimo e affilato come un coltello, il sovrano nordico partecipava ai nostri tornei con lo pseudonimo di “Mister G”. Giocò quotidianamente a tennis fino ad una età veneranda. Amava misurarsi con i campioni che frequentavano il Parioli.

UBERTO DE MORPURGO - dagli anni ‘20 alla fine degli anni ‘30

Uberto de Morpurgo negli anni Venti fu l’alfiere del tennis italiano.

Legato al Parioli da un fitto intrico di relazioni e di amicizie. De Morpurgo era nato da madre inglese nella Trieste austro-ungarica.

Grazie ad un socio del Parioli, De Morpurgo si vide proporre un passaporto italiano; si rivelò subito un gran giocatore vincendo la medaglia di bronzo in singolare nelle Olimpiadi di Parigi del 1924 dove, nell’occasione, chiese al Conte Bonacossa di presentargli il suo futuro compagno di squadra: Clemente Serventi. 

L’era De Morpurgo iniziò nel 1925 e terminò nel 1933, quando il barone triestino venne battuto in tre set sia da Fred Perry che da Bunny Austin, contro la Gran Bretagna in Coppa Davis. Resta per tutti un campione dalla classe purissima, che sapeva soggiogare gli avversari con la sua grande volontà. 

Dal libro dei 100 anni del Tennis Club Parioli

 

MARCELLO DEL BELLO - dal 1945 al 1955

Marcello Del Bello, vinse il titolo italiano all’età di 19 anni dopo aver avuto come istruttore il padre Oberdan, che aveva adottato un metodo d’insegnamento molto semplice: uno schiaffone ogni qual volta Marcello non sparava sulla palla con tutte le proprie forze!

Oberdan non ammetteva le tattiche di attesa o i pallonetti. Diceva che per emergere nel tennis prima bisogna imparare a picchiare su tutte le palle, poi tenerle dentro le righe. Il figlio gli diede ragione: quando Marcello era in giornata di grazia, quando i suoi colpi erano ben calibrati, il suo gioco era un vero spettacolo.  Perfettamente coordinato nei movimenti, a fondo campo e a rete, irresistibile nel gioco di volo. Marcello risultò, ai suoi tempi, sulla piazza italiana, pressoché imbattibile. 

Dal libro dei 100 anni del Tennis Club Parioli

 

Silvana Lazzarino - dal 1947 al 1970

Classe 1933, Silvana Lazzarino si avvicina al tennis presso la Società Ginnastica Roma, lo storico circolo di Via del Muro Torto a Roma. Successivamente approda al Tennis Club Parioli.

Nel 1951 conquista i Campionati Italiani di 2a  categoria e quattro titoli assoluti juniores consecutivi dal 1948 al 1951. Nel 1951 è finalista al torneo juniores di Wimbledon e nell’anno successivo vince i Campionati Italiani Assoluti nel singolare e nel misto con Giorgio Fachini.

Nel 1954, a 21 anni, conquista il Torneo di Monte Carlo, raggiunge le semifinali degli Internazionali d’Italia ed entra come testa di serie n.4 agli Internazionali di Francia dove raggiunge le semifinali.

In coppia con Lea Pericoli ha conquistato tre titoli di doppio a Monte Carlo e ha raggiunto la finale degli Internazionali d’Italia per ben cinque volte.

vittorio magnelli classe 1957

Classe 1957, Vittorio è stato Campione Italiano di 3^ e 2^ categoria rispettivamente nel 1974 e nel 1975 per poi rientrare nella top 10 della classifica italiana.

Ha iniziato la propria collaborazione da tecnico con il TC Parioli nel 1981 e può vantare di aver seguito atleti professionisti del calibro di Sandrine Testud, Stefano Pescosolido, Roberta Vinci e Flavia Pennetta. 

Per moltissimi anni è stato Direttore Tecnico del Circolo biancoverde con cui ha ottenuto numerosissimi successi sia nelle competizioni Under sia nei campionati Serie A femminile (quattro titoli) e Serie A maschile (2 finali). Nel 1993 ha ricoperto anche il ruolo di Capitano della squadra azzurra di Fed Cup.

Da qualche anno è il direttore tecnico del settore femminile della Federazione Italiana Tennis. 

CLAUDIO PANATTA - anni ‘70 e ‘80

Classe 1960, Claudio Panatta è uno dei figli del Tennis Club Parioli.

È stato un ottimo giocatore a livello internazionale negli anni 1980. 

Dotato di talento e di un notevole fisico, riuscì ad aggiudicarsi un torneo del Grand Prix in singolare su quattro finali disputate e sei titoli in doppio su 13 finali. Fece parte della squadra italiana di Coppa Davis.

Claudio vanta un campionato italiano assoluto in singolare nel 1985 e 4 titoli di campione assoluto italiano in doppio (1980-81-82 con il fratello Adriano e nel 1983 con Corrado Barazzutti). 

Vanta vittorie su ATP su tennisti del calibro di Francesco Cancellotti, Johan Kriek, Jimmy Arias, José Luis Clerc, Kim Warwick, José Higueras, Víctor Pecci, Emilio Sánchez e Corrado Barazzutti.

GIOVANNI PALMIERI - dagli anni ‘20 fino al 1937

Un posto di notevole prestigio lo merita Giovanni Palmieri, piccolo, asciutto, scuro di pelle. Palmieri era un fascio di nervi. Il suo fisico d’acciaio, capace di una resistenza leggendaria, era come cementato da una ferrea volontà. 

A contatto con i più forti giocatori del suo tempo, che spesso lo volevano in campo per allenarsi con lui, la sua scienza tennistica si arricchì al punto da far brillare la scintilla della classe rivelando il campione. Il suo gioco si fece sempre più sicuro e completo diventando frequente il caso in cui anche i più quotati giocatori di prima categoria venivano battuti in allenamento da lui. 

Fu allora che il ministro Lessona, presidente della Federtennis, decise di riqualificarlo come dilettante, convincendolo ad intraprendere la carriera di giocatore. 

L’ex maestro del Parioli debuttò nell’incontro Milano-Roma, disputato a dicembre del 1931, a Milano, su campi coperti. E subito superò sia Gaslini che Rado, che facevano parte dei quadri azzurri. Da quel giorno, per cinque anni, arrivò a battere i più forti giocatori del mondo, conquistando per cinque volte consecutive il titolo italiano. L’Italia, così, dopo le grandi vittorie raggiunte nella zona europea della Coppa Davis da De Morpurgo, De Stefani e Gaslini, conobbe il campione capace di catturare le folle.

La stella di Palmieri tramontò solo nel 1937, dopo aver battuto in pochi anni assi del calibro di Austin, Henkel, Von Cramm, Menzel, Hines, Bawarowsky, Satoh, Perry, Hecht, Szigeti Caska e tanti altri.

Dal libro dei 100 anni del Tennis Club Parioli

NICOLA PIETRANGELI - dal 1954 al 1973

Nel dopoguerra si levò alta nel cielo del Parioli e del tennis italiano la stella di Nicola Pietrangeli, che crebbe nella sede di Viale Tiziano sotto gli occhi di Umberto Bartoni; le sue spalle si fecero forti, pur restando egli spiritualmente un eterno fanciullo. Pietrangeli è stato un giocatore toccato dalla mano di qualche dio in giornata di grazie.

Nicola maturò completamente a venticinque anni, diventando Campione d’Italia, si fece più attento, più solido, fu da allora più autorevole e sicuro di sé. 

Il 1959 fu il suo anno di grazia. Vinse il Roland Garros, sia in singolo che in doppio con Sirola: un’impresa che non era mai riuscita in precedenza ad alcun tennista italiano.

Dal libro dei 100 anni del Tennis Club Parioli

STEFANO PESCOSOLIDO - anni ‘90

Stefano Pescosolido nasce a Sora il 13 giugno del 1971. Il tennis scorre nelle sue vene sin da subito perché tutti, a casa, sanno maneggiare una racchetta. 

È Vittorio Magnelli, storico maestro del Tennis Club Parioli, a notare il piccolo ‘Pesco’ durante la Coppa Lambertenghi. Ed è proprio a Roma, nel prestigioso circolo capitolino, che Stefano inizia a fare sul serio.

Pescosolido si dimostra molto competitivo sin da subito, confermandosi il migliore della sua categoria sia tra gli under 16 che tra gli under 18.

A livello internazionale vinse il Trofeo Bonfiglio e arrivò sino all’ultimo atto dell’Orange Bowl, sconfitto solamente da Marc Rosset.

Nel 1989, ancora minorenne, Pescosolido vince il suo primo titolo challenger sui campi del
‘suo’ TC Parioli.
Rimane impressa nella sua carriera tennistica la vittoria del 1994 sulla terra del Foro Italico contro la leggenda Andre Agassi.

GIORGIO DE STEFANI

Giorgio De Stefani fu presentato come Socio da Riccardo Sabbadini che, vedendolo giocare, gli disse “tu hai la stoffa”. De Stefani iniziò a frequentare il “vecchio Parioli” facendo a gomitate per cambiarsi nello spogliatoio, aspettando il proprio turno per l’unica doccia e versando al custode una lira per la fascina di legno necessaria a riscaldare la caldaia.

Giocatore autodidatta, di natura mancino, divenne il primo giocatore ad usare due colpi di diritto, passando la racchetta da una mano all’altra ed evitando così il rovescio.

Possedeva nel gioco notevole resistenza e forte determinazione, ma fu micidiale nel passante, un’arma di grande precisione che risultava, grazie al suo gioco ambidestro, sempre sorprendente per chi si azzardava ad attaccarlo.

 

Sandrine Testud - inizio anni ‘90 fino al 2005

Francese di nascita, romana d’adozione, Sandrine si innamora della capitale italiana nel 1990 dopo aver giocato gli Internazionali al Foro Italico.

Ha fatto irruzione nella top 20 WTA nel luglio del 1997 per poi diventare nel 2000 la sesta francese a entrare nella top 10 di singolare.

Ha vinto un totale di 3 titoli di singolare e 4 di doppio nel WTA Tour. La sua più grande vittoria nel torneo di singolare è stata al torneo Tier II nel 1998 a Filderstadt,in Germania, dove ha sconfitto la numero due del mondo Lindsay Davenport in finale.

Nel 1999 ha conquistato la finale degli US Open in coppia con Chanda Rubin e ha fatto parte della squadra francese di FedCup tra il 1997 e il 2002.

Allenata da Vittorio Magnelli, storico atleta e poi tecnico biancoverde, ha fatto parte della squadra di Serie A1 Femminile del Tennis Club Parioli fino a fine carriera.

VINCENZO SANTOPADRE - 1990 fino al 2003

Vincenzo cominciò a giocare a tennis all’età di otto anni presso il Sant’Agnese Tennis Club di Roma dove erano iscritti gli altri membri della sua famiglia.

Nella sua carriera giovanile vinse i tornei under 14 Trofeo Mercadante e Carlo Stagno D’Alcontres conquistando inoltre il titolo di campione d’Italia under 16 e under 18 in doppio.

Nel 1991 diventa professionista raggiungendo la posizione nº 100 della classifica singolare il 3 maggio 1999. In doppio vanta un titolo ATP su due finali disputate e la posizione nº 103 raggiunta il 24 agosto 1998.

Disputò tre incontri di Coppa Davis con la nazionale Italiana, conquistando, nel 2001, il punto decisivo per la qualificazione degli azzurri, nel doppio giocato insieme a Mosè Navarra contro la Finlandia.

Tra il 1992 e il 2003 ha conquistato cinque titoli su nove finali disputate nel circuito Challenger (tra cui il Challenger del Tennis Club Parioli) e otto tornei Futures su 13 finali.

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